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abele
...vorrei tanto creare un piccolo antro di spietata tenerezza...


Diario


16 marzo 2009

VOLETE LEGGERE? USATE I TAG! VOLETE ESSERE LETTI? USATE I TAG!

I Tag sono delle semplici parole chiave con le quali si etichetta un contenuto come un'immagine, un video, un link. "Taggare" i contenuti serve per descriverli secondo i nostri criteri, per organizzarli e quindi ritrovarli più facilmente. Molte siti web offrono la possibilità di condividere le proprie risorse e i propri tag e dar vita così ad un archivio di risorse comuni. Si parla in questo caso di 'social application' e di 'Folksonomia'. Volete Leggere? Grazie all'uso dei tag è possibile navigare all'interno dei contenuti di un canale in modo più mirato. Infatti i singoli tag sono cliccabili. Se clicchi un Tag ottieni la lista di tutti gli articoli o risorse (es. immagini, video, ecc..) che sono stati "etichettati" con quella parola. Quindi, se vuoi trovare tutti gli articoli di Cicero inerenti un determinato argomento, basta che clicchi su un tag che riporta all'argomento più interessante. Volete essere letti? Il lettore presume che i Tag siano associati al singolo articolo ovvero siano tutte le parole chiavi che descrivono l'articolo e ne sintetizzano il contenuto. Guardando i Tag si dovrebbe poter capire subito capire di cosa tratta il pezzo. Una opportuna scelta dei tag fa sì che una persona, letto un articolo di argomento analogo al vostro, clicchi su un tag che è associato anche al vostro articolo, veda il vostro articolo e lo legga. Ecco che con i tag si da per avere in perfetto spirito ciceriano!!! Soprattutto, i tag vengono letti dai motori di ricerca. Quindi aumentano la probabilità che la vostra pagina venga indicizzata con riferimento alla voce che inserite tra i tag. Ma come scegliere i tag? Beh, abbiamo pubblicato un articolo in proposito che vi suggeriamo di leggere. Più in breve mettete:

  • Cosa è? (Articolo, Poesia, Racconto, Diario);
  • Il tema generale (Pittura, Scultura, Politica, "Pensieri e Parole", etc);
  • Un po' di aggettivi ed un po' di parole chiave;
  • L'ambito in cui l'avete prodotto ("Progetto Cicero", "Opere Ciceriane", "Quindi-Ci", etc)
  • Il vostro nome e cognome ed il nome e cognome degli altri protagonisti.
E per far valere i tag al massimo delle loro potenzialità? Beh, c'è Delicious (vedi l'articolo che spiega cos'è ). In pratica, si tratta di un servizio che permette di associare la vostra pagina ai tag da voi assegnati ed inserirla in un catalogo usatissimo da molte persone. La cosa migliore è che, dopo che ci si è registati, ti istallano un pulsante sul browser che fa sì che si registri automaticamente la pagina che avete aperta. Quindi, in pratica,
  • Aprite la pagina del vostro post;
  • Premete il pulsante;
  • Si apre un form;
  • Ci copiate dentro i tag e, magari, il titolo.
Un clic e due copia/incolla. Un secondo di lavoro e molto più traffico sul vostro articolo.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. "Progetto Cicero" tutorial tag professionisti

permalink | inviato da ritual il 16/3/2009 alle 16:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


11 dicembre 2007

Prova




permalink | inviato da ritual il 11/12/2007 alle 21:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


7 dicembre 2007

Progetto Cicero

Potrebbe sembrare che io sia molto silenzioso in questi mesi.

In realtà non è così.
Sto lavorando ad un progetto (basato in parte anche su diversi BLOG) che si chiama
  


 Progetto Cicero



Venite a darci un'occhiata. Ci terrei a sapere cosa ne pensate.

Un abbraccio

Guido





permalink | inviato da ritual il 7/12/2007 alle 10:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


24 ottobre 2007

Risposta all'amarezza

Pur essendo impossibilitato ad uscire dall’ufficio, io trovo che le tue iniziative alzino di livello il significato del mio fare capoeira.
La capoeira è un rituale bellissimo che produce energie e stati d’animo come nessun’altra attività.
Per chi sa ascoltare con l’anima, la roda permette di sentirsi parte del mondo e di rompere l’alienazione e la solitudine regalataci da questa nostra società.
E’ una celebrazione della gioia e della giovinezza ma, se a questa celebrazione non segue nulla, allora si tratta solo di una manifestazione estetica, di un ballo caraibico o di una lezione di aerobica.
Mi è stato insegnato a non cercare tanto di fare capoeira quanto di essere capoeira. E tutto questo ha trasformato un esercizio ginnico in un lavoro sulla anima e sulle mie intime convinzioni sia filosofiche e che politiche.
Ora, finiti i complimenti… la mazzata.
Giangi, le tue idee portano la capoeira un passo oltre al livello a cui la maggior parte della gente la pone che consiste in una bella attività che si fa con gente simpatica, con un mestre che ti insegna (a giocare) e poi ti da una corda che mostra a tutti quanto sei bravo. Poi le feste, poi le ragazze (o i ragazzi), poi i raduni.
Che ti piaccia o no, la trasformazione della capoeira in un impegno di carattere etico e politico, cambia le carte su molti tavoli, cambia il significato dell’attività “Capoeira” e, mutandone il significato, ne muta la sostanza.
E’ quindi inevitabile che, nella migliore delle ipotesi, questa gente si comporterà con freddezza: nella peggiore reagirà con violenza. Cosa che, con me, tra l’altro, è accaduta.
Questo fatto non deve amareggiare in quanto è dovuto alla natura dell’uomo: bisogna invece tenerne conto ed agire di conseguenza.
Bisogna comunicare con calma che è giusto fare certe cose, e che è bello, e che da soddisfazione, e che fa crescere, e che ne vale la pena.
A quel punto, all’inizio, sembrerà che la gente non ascolti, poi alcuni di loro inizieranno ad ascoltare, poi ti seguiranno ed, infine, daranno un contributo alla tua attività rendendola migliore ed ancora più efficace.
E tutto questo contribuirà alla maturazione del Gruppo e farà del gran bene a tutti quanti.

Per quanto riguarda la comunicazione, se hai bisogno di aiuto, fammelo sapere che ne parliamo.

Ti abbraccio

Guido – Ritual - Soluna




permalink | inviato da ritual il 24/10/2007 alle 10:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


7 ottobre 2007

Bambocci

Qualche giorno fa, Tommaso Padoa Schioppa, ministro dell'economia e delle finanze di un sedicente governo di sinistra, ha definito “bambocci” i giovani che non riescono ad abbandonare la casa dei genitori ed andare ad abitare da soli.

Personalmente, io mi sono sentito chiamare “bamboccio”.

E' vero che ho casa, è vero che ho un lavoro a tempo indeterminato, è anche vero che sono partito per l'estero alla ricerca di un'indipendenza economica che l'Italia non mi dava.
Però è anche vero che, se i miei non mi avessero dato la gran parte del costo di casa mia, io non sarei mai riuscito a comprarmi una casa e, di conseguenza, sarei uno di quei bambocci.

Portando avanti il mio progetto, chiedo alla gente di pubblicare il suo curriculum e mi sento dire: “io non ho nulla da scriverci su quel curriculum!!!”.

Ora, trascurando il fatto che il curriculum minimo per il progetto Cicero è formato da nome, cognome, e-mail ed area di residenza, a me monta una carogna di dimensioni industriali e mi viene da rispondere “ma come fai a ritenere che tutte le cose che hai fatto nel tuo passato, e che tuttora fai, siano totalmente prive di importanza?”

Due considerazioni.
1)La mattina al bar, un barista fa un caffè. In quel momento egli è la persona più importante di un universo assonnato che dovrebbe scrivere a caratteri cubitali “sono BARISTA – faccio il migliore caffè della zona – senza il mio caffè, la mattina, metà dei viaggiatori non avrebbero le risorse per andare a lavorare e l'altra metà non ci vorrebbe andare”. (E' vero che quell'altra metà... dopo... grande voglia... ma non divaghiamo.)

2)Le persone che “non sapevano” che scrivere sono capoeristi. Ottimi capoeristi. Di per certo uno dei due studia e lavora. Il lavoro che fa è semplice. Lo studio no. Credete veramente che una persona che può scrivere “studio la cultura di altri popoli, parlo quattro lingue, ho la costanza di allenarmi dieci ore alla settimana e, grazie a ciò faccio acrobazie” oppure, meglio, “non faccio acrobazie ma ho ugualmente le palle per entrare in roda” sia roba poco?

Smetto di girarci attorno: cercano di convincerci che siamo bambocci: ma noi non lo siamo.
Loro che sputano sentenze, hanno avuto occasioni che noi ci sogniamo.
So che il signor ministro, per il mero possesso di una laurea, è stato assunto ad un livello che, a me, sarà concesso forse dopo 15 anni di lavoro. E non sono affatto convinto che, professionalmente, egli sia così meglio di me.

Però è fondamentale che non ci convincano, come provano a fare, che noi siamo la generazione di quelli che vogliono diventare tutti “calciatori e veline”.
E' fondamentale che rimaniamo ben focalizzati su quel valore assoluto del lavoro, ad ogni livello, che loro vogliono coscientemente negare.

E' fondamentale dire: “sono barista”, “porto le pizze”, “studio e so parecchie più cose di te”, “sono attore”, “sono capoerista”, “ballo”, “canto”, “scrivo racconti”, “so costruire strumenti musicali” e guardare dritto in faccia quelle vecchie mummie ingioiellate.

Incidentalmente, senza baristi, cameriere, idraulici, falegnami ed imbianchini, il Progetto Cicero mancherà il suo obiettivo.

E detto obiettivo è fondamentale perché implica l'affermazione che noi, quello che abbiamo, ce lo siamo guadagnato (e ce lo siamo guadagneremo) fino all'ultimo mentre loro se lo sono comprato facendo debiti che noi dovremo pagare e, tra l'altro, se lo tengono stretto creando condizioni di sfruttamento, monopolio e soffocamento di tutti i fuori casta.

Ma basta divagare. Scrivo per ricordare a tutti quanto valgono.
Scrivo per dire che la Capoeira mi ha fatto imparare che le rode migliori avvengono grazie alla gente che batte le mani e che questo concetto lo sto applicando anche al mio progetto.

E' per questo che continuo a ripetere alla gente che voglio che entri, che si firmi e che scriva il suo curriculum (qualunque esso sia).
Perché Cicero è stato da me creato perché io ritengo di essere un ottimo professionista che merita di più, perché ritengo che il mio romanzo meriti di essere pubblicato, perché ritengo che la bravura di alcuni nostri insegnanti venga resa nota, perché alcuni nel gruppo sono bravissimi fisoterapisti, disegnatori, scultori, attori, ricercatori, ristoratori, negozianti e, perché no, studenti, e ciò gli deve essere maggiormente riconosciuto.

Perché Cicero nasce per spezzare, con l'aiuto degli altri, quel sistema tentacolare che ci ha impedito di fare molto di più di quanto abbiamo fatto.
Forse fa poco, però quel poco si può farlo.
E sono convinto che le battaglie si perdano quando si rinuncia a combatterle e Cicero è l'unico modo che mi è venuto in mente per farlo.

Quindi scrivete nei vostri curricula ciò che avete fatto, ciò che pensate di saper fare e ciò che volete fare nel vostro futuro.
Dopo condividete questi documenti con il resto della comunità che, magari, qualcuno vi contatterà per proporvi di trasformare in realtà qualche frammento dei vostri sogni.

Guido Mastrobuono




permalink | inviato da ritual il 7/10/2007 alle 10:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


18 settembre 2007

Non è che questo Quilombo è pieno di fascisti?

Non so se è capitato anche a voi, ma a me è capitato di chiedermi cosa significhi essere di sinistra e cosa significhe essere di destra.

La cosa che più di tutte ha innescato questo mio dubbio è il fatto che un direttore dell’”Avanti”, cotale Benito Mussolini, abbia in seguito portato avanti una carriera politica che non si può definire proprio di sinistra.
Altre considerazioni, lette in gran parte sui BLOG di Kilombo, mi fanno pensare che siano in tanti, specialmente tra i militanti delle cosiddette frange “massimaliste” e dell’ex Pds, che non si sono fatti questa domanda.

La risposta che mi sono dato io è che la sinistra tende a vedere il Mondo, e l’Umanità che lo abita, come un tuttuno.
In questa logica, la sinistra vera è internazionalista e rifiuta ogni discriminazione umana sia a livello di singolo individuo che di popolo o stato.
Chi è di sinistra è convinto che la crescita dell’Umanità è generata da tanti individui che perseguono la stessa prendendo tante strade diverse. Ognuna di queste è preziosa.
Chi devia dal percorso tracciato è semplicemente umano. Gli errori vanno corretti. La società va protetta da chi delinque con fermezza e decisione.
Però la società è come un corpo umano, il delinquente è come una parte infetta. Prima la si prova a curare, poi, se necessario e mai con leggerezza, la si amputa. Mai la si odia né si prova piacere ad amputarla perché ciò è semplicemente insano.
A voi sembra normale uno che è contento… che so… di avere un dito amputato?
Un governo di sinistra deve garantire a tutti la libertà di perseguire il proprio percorso di crescita e di compiere gli errori che, in esso, sono inevitabili.
Un uomo di sinistra ritiene che la sua libertà inizia dove inizia la libertà altrui perché, se limito i diritti altrui, nel momento in cui vacillerà la mia forza fisica, economica o politica, sarà la mia libertà ad essere messa in discussione. Conseguentemente, una libertà basata sulla forza è illusoria.

Un uomo di destra ritiene che la sua libertà finisce dove inizia la libertà altrui. Conseguentemente bisogna limitare la libertà altrui il più possibile in modo da essere più liberi.
Un uomo di destra ritiene che il mondo sia una giungla in cui gli uomini più forti devono prevalere, le razze più forti devono prevalere, le ideologie più forti devono prevalere.
Quindi, i pensieri altrui devono essere stigmatizzati ed indicati come sintomo di pazzia o cattiva fede. Gli oppositori devono essere messi al rogo, bastonati o conditi con olio di ricino.
Un governo di destra deve imporre a tutti di pensare la cosa giusta. Se la cosa giusta è giusta. Automaticamente, farsi domande o, semplicemente, pensare diversamente, diviene reato.
Chi devia dal percorso tracciato è un abominio da cancellare, sterilizzare, azzittire, estirpare.

In quest’ottica, non è che in Kilombo c’è pieno di fascisti?




permalink | inviato da ritual il 18/9/2007 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


17 settembre 2007

Artisti e Cicero


Foto scattata da Guido Mastrobuono

Se, come succede con me, la produzione artistica non è l’ attività che vi permette di pagare l’affitto mentre le idee sono tante, il problema non è tanto quello di produrre opere quanto quelle di farle vedere a qualcuno.
Posso parlare delle mie esperienze dirette.
Io sono fotoamatore, ho scritto un romanzo ed una commedia.
Mi piacerebbe avere un posto dove fare una mostra delle mie foto. Ci sono locali che permettono a fotoamatori di esporre i loro lavori ma la mia produzione non è abbastanza ampia specialmente perché mi piace fare raccolte a tema.
Mi servirebbe mettermi assieme con altri.
E poi mi servono i mezzi per portarci un po’ di gente alla mostra. Non mi va di trovarmi in una stanza vuota a guardare le mie foto appese al muro.
Per quanto riguarda il mio romanzo, avrei bisogno di farlo leggere ad un po’ di gente, in attesa che un editore, magari di quelli che mi hanno già risposto picche, decida di pubblicarlo.
Mi servirebbe essere avvertito degli editori disonesti che prendono soldi per pubblicare romanzi che poi tengono ad ammuffire nei loro magazzini.
Mi verrebbe bene trovare un modo di sancire la mia paternità dell’opera senza dare centinaia di euro alla SIAE.
Come autore di opere teatrali mi interesserebbe trovare autori per mettere in scena la mia opera e poi, magari, metterla su YOUTUBE o MYSPACE dirottarci sopra, tramite CICERO, un po’ di persone perché la vedano

Conto, insieme ad altri che come me hanno gli stessi problemi (e magari con l’aiuto di qualcuno degli avvocati di CICERO), di mettere in comune le nostre forze e risolverne un po’.
Sarà così possibile avere, tramite il mutuo aiuto tra utenti e quindi senza spese, una piccolo “lancio” della nostra opera che sarà più che sufficiente per i “piccoli” artisti e propedeutico al lancio in grande stile per i professionisti.
Per gli utenti d’arte,e gli artisti lo sono quasi tutti, ci sarà inoltre la possibilità di incontrarsi in un ambiente che sono convinto diventerà estremamente interessante.

Guido Mastrobuono




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16 settembre 2007

Ma che sta succedendo su kilombo?

Inneggiamenti alle pene corporali (ho appena letto un panegirico della castrazione chimica che era una meraviglia!).
Inni di gioia per la morte della Fallaci. Una donna, tra l'altro una ex partigiana,  di cui si possono non condividere le idee ma non si può non riconoscere coraggio e onestà intelletuale.
Inviti allo squadrismo (ma si... andiamo tutti a picchiare quelli di forza nuova... cosi ne facciamo dei martiri!).
Nonchè vari ed eventuali tentativi di ostracismo per coloro che non sono completamente "fedeli ad  una linea" che va dalla automatica assoluzione dei "compagni che sbagliano", al dogma dell'infallibilità dell'ARCI gay, dall'assimoma che è tutta colpa di Berlusconi, alla difesa del sacrosanto diritto di bestemmia perchè "è evidente che Dio non esiste".
(E tengo a precisare che sta scrivendo uno che vede i preti come agenti di uno stato estero).

Come è possibile affermare che tutto ciò è coerente sulla carta che richiamava, uguaglianza, libertà, solidarietà, giustizia sociale, pace tra i popoli, rispetto delle differenze e della dignità di ogni donna e uomo, riconoscimento dei diritti umani, difesa dell’ambiente!

Come si conciliano spranghe, iniezioni di veleno, inni alla morte ed integralismo con in concetti sopra citati?

 Soprattutto, come è possibile, che nel think tank della sinistra (perché questo voleva essere kilombo) ci sia una tale carenza di pensiero?

Guido Mastrobuono 




permalink | inviato da ritual il 16/9/2007 alle 15:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa


15 settembre 2007

Prima dell'Associazione "Progetto Cicero" - Composizione provvisoria ed attività propedeutiche all'avvio del progetto

 
Considerando che, prima di affittare il primo punto di incontro destinato alle attività dell'associazione, le spese saranno limitate, si è deciso di spostare in avanti nel tempo la formazione dell'associazione.
Nei primi tempi, è più opportuno "allargare il giro" e raccogliere una serie di utenti che costituirà il nucleo di partenza della formanda associazione.
  
Ciò non vuol dire che chi si registrerà come utente sarà obbligato ad associarsi.
Ciò significa che quegli utenti che
  1. si saranno resi conto di quanto le attività dell'associazione siano nel loro interesse personale e professionale,
  2. e lo avranno dimostrato dedicando parte del loro tempo ad ampliare il numero degli utenti,

verranno invitati a diventare Membri Effettivi ed a prendere tutte le decisioni per il futuro del progetto. I membri effettivi saranno un numero determinato.

Nonostante sia mia ferma convinzione che il Progetto darà un positivo apporto alla Società ed al mondo del lavoro del nostro paese, deve essere ben chiaro che i primi destinatari del Progetto sono i membri dell'omonima Associazione e tutte le attività saranno mirate a migliorare le possibilità professionali ed economiche di costoro.  

Al momento, però, di membri non ce ne sono. Chi scrive si considera Utente come gli altri. Conseguentemente gli utenti hanno pieno accesso a tutti i vantaggi che saremo in grado di ottenere.

Mammano che altri daranno il loro apporto, il contributo verrà registrato e gli utenti attivi otterranno credito.
Verrà creata una pagina su questo sito, dedicata agli utenti attivi ed essa renderà noto quello che hanno fatto per il Progetto.
L'invito a diventare membri effettivi verrà fatto prima a chi ha fatto di più e poi a chi ha fatto di meno.
   




permalink | inviato da ritual il 15/9/2007 alle 15:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


15 settembre 2007

Cosa è Cicero e cosa fa...

 

Il Progetto Cicero ha un suo BLOG sul quale sono presenti maggiori informazioni. 

Cosa è
  • un’associazione culturale di professionisti;

  • un network di referenze lavorative;

  • un’associazione di mirata a diffondere le nozioni e le conoscenze necessarie a rendere il mondo del lavoro maggiormente meritocratico, trasparente, produttivo e giusto.

La forma societaria è ancora da definirsi. Si è orientati verso l’associazione culturale o la ONLUS.

Cosa fa

Permette ai membri di sapere la professione ed il curriculum degli altri membri ovvero sapere, chi sono e cosa fanno le persone che verranno incontrate.

Coinvolge i membri in attività culturali, attività ludiche, ed eventi mirati a favorire il contatto e la conoscenza tra essi.

Favorisce la circolazione interna di informazioni per mezzo di pubblicazioni anche informatiche.

Sponsorizza e favorisce, al suo interno, la creazione di network di referenze lavorative ovvero di gruppi di professionisti che si promuovono vicendevolmente.

Mette a disposizione dei membri spazi e mezzi di comunicazione per la presentazione (esclusivamente ad altri membri) della loro attività professionale o di idee o servizi che si vogliono offrire.

Mette a disposizione luoghi d'incontro, tipo club, esclusivamente riservate ai membri dive mangiare, riposarsi, studiare, riunirsi o discutere.

Cosa non fa

L'associazione non trova lavoro ai membri.




permalink | inviato da ritual il 15/9/2007 alle 15:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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