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...vorrei tanto creare un piccolo antro di spietata tenerezza...


Diario


26 settembre 2006

Rodas



Roda -
Indica sia il luogo dove avviene la sessione di capoeira, sia la sessione stessa. Il nome, che letteralmente significa "ruota", si riferisce al cerchio formato dai partecipanti che definisce lo spazio fisico all’interno del quale i due capoeiristi giocano.

Questa è la definizione che viene data al termine sul sito del gruppo di Capoeira di cui anch'io faccio parte. 

Per quello che riguarda la mia percezione, più passa il tempo più significato di questa cosa diviene più ampio.

Per me, chiudere la roda con qualcuno, implica mettere in comune energie e convogliarle in uno spazio sacro nelle quali esse vengano utilizzate per il gruppo e per se stessi.
Sento che la roda  è un'entità formata dalla batteria di strumenti, che la  persone che la delineano, che da coloro che giocano al suo interno.

Penso che le rodas siano una rappresentazione rituale della nostra esistenza come dovrebbe essere per permetterci di goderci il nostro tempo in maniera interessante, degna e profiqua.
 
E questo parallelo mi fa pensare che, in passato, ho condotto la mia vita come uno che gioca capoeira da solo al centro di un nulla. 
Mi sono inventato i problemi, gli avversari, le situazioni ed alla fine ho rischiato persino di crederci.

Col senno del poi mi rendo conto che non si può mai giocare da soli e non si deve farlo perchè, in questo caso, l'energia non può circolare e tutto diviene una sterile rassegna di performance tecniche o la manifestazione di un ego fuori luogo.

Altre volte, ho combattuto con un avversario senza sentire il ritmo del mondo che c'era attorno, senza percepirne la musica e l'energia.
Ed ecco che il nostro combattimento diventava un balletto sterile generato che non può non risolversi in nulla di diverso da un'infinita rivalità  personale.  
Oggi credo che due capoeristi senza roda finiscano per assomigliare a karateka eccessivamente carichi di inutili orpelli scenografici.

Il terzo caso sarebbe la roda senza niente dentro: è la potenzialità inespressa, in attesa di qualcosa o qualcuno, è una vita spercata.
Questo, devo dire, non è un mio difetto.

Per concludere (e rimettermi a lavorare) mi dico che ogni momento deve essere vissuto come "una meravigliosa "roda" che ha bisogno della fatica della passione e del ritmo che solo tu puoi donarle" ed ogni roda, se vissuta correttamente, non fa altro che ricordarci questo ed, in questo modo, contribuisce a rendere più intenso e fruito anche quella quota parte vita che viene vissuta senza indossare vestiti bianchi.

Guido




permalink | inviato da il 26/9/2006 alle 13:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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