.
Annunci online

abele
...vorrei tanto creare un piccolo antro di spietata tenerezza...


Diario


7 ottobre 2007

Bambocci

Qualche giorno fa, Tommaso Padoa Schioppa, ministro dell'economia e delle finanze di un sedicente governo di sinistra, ha definito “bambocci” i giovani che non riescono ad abbandonare la casa dei genitori ed andare ad abitare da soli.

Personalmente, io mi sono sentito chiamare “bamboccio”.

E' vero che ho casa, è vero che ho un lavoro a tempo indeterminato, è anche vero che sono partito per l'estero alla ricerca di un'indipendenza economica che l'Italia non mi dava.
Però è anche vero che, se i miei non mi avessero dato la gran parte del costo di casa mia, io non sarei mai riuscito a comprarmi una casa e, di conseguenza, sarei uno di quei bambocci.

Portando avanti il mio progetto, chiedo alla gente di pubblicare il suo curriculum e mi sento dire: “io non ho nulla da scriverci su quel curriculum!!!”.

Ora, trascurando il fatto che il curriculum minimo per il progetto Cicero è formato da nome, cognome, e-mail ed area di residenza, a me monta una carogna di dimensioni industriali e mi viene da rispondere “ma come fai a ritenere che tutte le cose che hai fatto nel tuo passato, e che tuttora fai, siano totalmente prive di importanza?”

Due considerazioni.
1)La mattina al bar, un barista fa un caffè. In quel momento egli è la persona più importante di un universo assonnato che dovrebbe scrivere a caratteri cubitali “sono BARISTA – faccio il migliore caffè della zona – senza il mio caffè, la mattina, metà dei viaggiatori non avrebbero le risorse per andare a lavorare e l'altra metà non ci vorrebbe andare”. (E' vero che quell'altra metà... dopo... grande voglia... ma non divaghiamo.)

2)Le persone che “non sapevano” che scrivere sono capoeristi. Ottimi capoeristi. Di per certo uno dei due studia e lavora. Il lavoro che fa è semplice. Lo studio no. Credete veramente che una persona che può scrivere “studio la cultura di altri popoli, parlo quattro lingue, ho la costanza di allenarmi dieci ore alla settimana e, grazie a ciò faccio acrobazie” oppure, meglio, “non faccio acrobazie ma ho ugualmente le palle per entrare in roda” sia roba poco?

Smetto di girarci attorno: cercano di convincerci che siamo bambocci: ma noi non lo siamo.
Loro che sputano sentenze, hanno avuto occasioni che noi ci sogniamo.
So che il signor ministro, per il mero possesso di una laurea, è stato assunto ad un livello che, a me, sarà concesso forse dopo 15 anni di lavoro. E non sono affatto convinto che, professionalmente, egli sia così meglio di me.

Però è fondamentale che non ci convincano, come provano a fare, che noi siamo la generazione di quelli che vogliono diventare tutti “calciatori e veline”.
E' fondamentale che rimaniamo ben focalizzati su quel valore assoluto del lavoro, ad ogni livello, che loro vogliono coscientemente negare.

E' fondamentale dire: “sono barista”, “porto le pizze”, “studio e so parecchie più cose di te”, “sono attore”, “sono capoerista”, “ballo”, “canto”, “scrivo racconti”, “so costruire strumenti musicali” e guardare dritto in faccia quelle vecchie mummie ingioiellate.

Incidentalmente, senza baristi, cameriere, idraulici, falegnami ed imbianchini, il Progetto Cicero mancherà il suo obiettivo.

E detto obiettivo è fondamentale perché implica l'affermazione che noi, quello che abbiamo, ce lo siamo guadagnato (e ce lo siamo guadagneremo) fino all'ultimo mentre loro se lo sono comprato facendo debiti che noi dovremo pagare e, tra l'altro, se lo tengono stretto creando condizioni di sfruttamento, monopolio e soffocamento di tutti i fuori casta.

Ma basta divagare. Scrivo per ricordare a tutti quanto valgono.
Scrivo per dire che la Capoeira mi ha fatto imparare che le rode migliori avvengono grazie alla gente che batte le mani e che questo concetto lo sto applicando anche al mio progetto.

E' per questo che continuo a ripetere alla gente che voglio che entri, che si firmi e che scriva il suo curriculum (qualunque esso sia).
Perché Cicero è stato da me creato perché io ritengo di essere un ottimo professionista che merita di più, perché ritengo che il mio romanzo meriti di essere pubblicato, perché ritengo che la bravura di alcuni nostri insegnanti venga resa nota, perché alcuni nel gruppo sono bravissimi fisoterapisti, disegnatori, scultori, attori, ricercatori, ristoratori, negozianti e, perché no, studenti, e ciò gli deve essere maggiormente riconosciuto.

Perché Cicero nasce per spezzare, con l'aiuto degli altri, quel sistema tentacolare che ci ha impedito di fare molto di più di quanto abbiamo fatto.
Forse fa poco, però quel poco si può farlo.
E sono convinto che le battaglie si perdano quando si rinuncia a combatterle e Cicero è l'unico modo che mi è venuto in mente per farlo.

Quindi scrivete nei vostri curricula ciò che avete fatto, ciò che pensate di saper fare e ciò che volete fare nel vostro futuro.
Dopo condividete questi documenti con il resto della comunità che, magari, qualcuno vi contatterà per proporvi di trasformare in realtà qualche frammento dei vostri sogni.

Guido Mastrobuono




permalink | inviato da ritual il 7/10/2007 alle 10:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia     settembre        dicembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Racconti
Fotografia
Pensieri Sparsi
Capoeira
Politica
Bibbia

VAI A VEDERE

Professionisti
Progetto Cicero



Visualizza la mia pagina su Progetto Cicero


Visita Progetto Cicero



Trovi altre fotografie come questa su Progetto Cicero


Add to Technorati Favorites 


 www.kilombo.org

View Guido Mastrobuono's profile on LinkedIn

CERCA