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abele
...vorrei tanto creare un piccolo antro di spietata tenerezza...


Fotografia


9 febbraio 2007

D'altronde il mondo è anche così



Oggi 
Paolina_e ha scritto:

 



E' un dibattito molto serio Vi prego evitare le battute
16 minuti fa
Di tutti i crimini commessi contro Dio, contro il creato e contro l’umanità questo è fra i più vergognosi!
(ogni commento è superfluo)

Le immagini che seguono sono estremamente dure, però riteniamo doveroso mostrarle, perché fatti così gravi non devono passare inosservati. Il mondo deve sapere, la gente deve essere informata di quanto accade in Cina, di come possa disumanamente divenire normalità il disprezzo per la vita.

Una bimba appena nata giace morta sotto il bordo del marciapiedi, nella totale indifferenza di coloro che passano.
La piccina è solo un'altra vittima della politica crudele del governo cinese che pone il limite massimo di un solo figlio nelle città (due nelle zone rurali), con aborto obbligatorio.

Nel corso della giornata, la gente passa ignorando il bebè.

Automobili e biciclette passano schizzando fango sul cadaverino.


Di quelli che passano, solo pochi prestano attenzione.
La neonata fa parte delle oltre 1000 bambine abbandonate appena nate ogni anno, in conseguenza della politica del governo cinese.
L'unica persona che ha cercato di aiutare questa bambina ha dichiarato:
"Credo che stesse già per morire, tuttavia era ancora calda e perdeva sangue dalle narici".
Questa signora ha chiamato l'Emergenza però non è arrivato nessuno.
"Il bebè stava vicino agli uffici fiscali del governo e molte persone passavano ma nessuno faceva nulla... Ho scattato queste foto perché era una cosa terribile..."
"I poliziotti, quando sono arrivati, sembravano preoccuparsi più per le mie foto che non per la piccina..."


In Cina, molti ritengono che le bambine siano spazzatura.
Il governo della Cina, il paese più popoloso del mondo con 1,3 miliardi di persone, ha imposto la sua politica di restrizione della natalità nel 1979.
I metodi usati però causano orrore e sofferenza: i cittadini, per il terrore di essere scoperti dal governo, uccidono o abbandonano i propri neonati.
Ufficialmente, il governo condanna l'uso della forza e della crudeltà per controllare le nascite; però, nella pratica quotidiana, gli incaricati del controllo subiscono tali pressioni allo scopo di limitare la natalità, che formano dei veri e propri "squadroni dell'aborto". Questi squadroni catturano le donne "illegalmente incinte" e le tengono in carcere finché non si rassegnano a sottoporsi all'aborto.
In caso contrario, i figli "nati illegalmente" non hanno diritto alle cure mediche, all'istruzione, né ad alcuna altra assistenza sociale. Molti padri vendono i propri "figli illegali" ad altre coppie, per evitare il castigo del governo cinese.
Essendo di gran lunga preferito il figlio maschio, le bambine rappresentano le principali vittime della limitazione delle nascite.
Normalmente le ragazze continuano a vivere con la famiglia dopo del matrimonio e ciò le rende un vero e proprio peso.
Nelle regioni rurali si permette un secondo figlio, ma se anche il secondo è una femmina, la cosa rappresenta un disastro per la famiglia.
Secondo i dati delle statistiche ufficiali, il 97,5% degli aborti è rappresentato da feti femminili.
Il risultato è un forte squilibrio di proporzioni fra popolazione maschile e femminile. Milioni di uomini non possono sposarsi, da ciò consegue il traffico di donne.
L'aborto selezionato per sesso sarebbe proibito dalla legge, però è prassi comune corrompere gli addetti per ottenere un'ecografia dalla quale conoscere il sesso del nascituro.
Le bambine che sopravvivono finiscono in precari orfanotrofi.
Il governo cinese insiste con la sua politica di limitare le nascite e ignora il problema della discriminazione contro le bambine.

Alla fine, un uomo raccolse il corpo della bambina, lo mise in una scatola e lo gettò nel bidone della spazzatura.

FATELA GIRARE QUESTA E-MAIL, NON TROVATE SCUSE CHE NON AVETE TEMPO, CHE LO FARETE DOPO.

OGNI GIORNO TRA NOI CE NE MANDIAMO DI TUTTI I TIPI, PER QUELLE IL TEMPO CE L'ABBIAMO SEMPRE.

P.S. Purtroppo non sono evidenzite le immaggini, ma forse è meglio cosi.

 <_< <_< <_<

Il mondo è così. E' un fatto e noi non ci dobbiamo nascondere dietro ad un dito.

La morte e l'ingiustizia fanno parte del mondo. Non dico che noi ci dobbiamo stare (Anzi, dico il contrario!), dico invece che dobbiamo partire dalla coscineza di come le cose sono e dare il nostro contributo.
 
C'è moldo da fare, bisogna alzarsi le maniche e fare il possibile.

Se qualcuno ha voglia di scoprire un po' di cose, dia un'occhiata su www.warnews.it, si tratta di reportage fatti da redattori indipendenti da tanti posti del mondo della cui stessa esistenza noi, generalmente, siamo completamente ignoranti.

Ciò che credo che sia difficile è non giudicare le persone (che non comprendiamo) e, comunque, cercare di cambiare il mondo.

Un abbraccio

Guido




permalink | inviato da il 9/2/2007 alle 11:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


23 dicembre 2005

il suo ruolo nella mia vita (Danimarca - Giugno 2003)




Cercare una foto ha i suoi rischi.

Specialmente quando sei un viaggiatore e ti è sempre piaciuto fare foto, gli oggetti con cui giochi sono i frammenti della tua vita.

Non c'è problema quando vedi facce, posti e cose.

Le cose sono cose: non ti possono fare male.

Il problema è quando le cose, la gente, le facce sono disposti come rune che compongono un messaggio.

Ho scattato questa foto per istinto e me ne sono dimenticato.
Guardandola adesso, mi sono reso conto che è composta da cielo, di sabbia, e di lei.
Lei... qualche passo davanti a me... non va da nessuna parte... le che non ha voluto voltarsi... che non ha voluto aspettare... nemmeno un secondo...
E l'orgoglio... il mio orgoglio... mi ha fatto cambiare strada.

Comunque... bel culo!

*************************

Dal punto di vista fotografico la foto è immodificata. L'ho lasciata com'è: un incidente rimbalzo di sentimenti diversi.




permalink | inviato da il 23/12/2005 alle 13:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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