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abele
...vorrei tanto creare un piccolo antro di spietata tenerezza...


Politica


18 settembre 2007

Non è che questo Quilombo è pieno di fascisti?

Non so se è capitato anche a voi, ma a me è capitato di chiedermi cosa significhi essere di sinistra e cosa significhe essere di destra.

La cosa che più di tutte ha innescato questo mio dubbio è il fatto che un direttore dell’”Avanti”, cotale Benito Mussolini, abbia in seguito portato avanti una carriera politica che non si può definire proprio di sinistra.
Altre considerazioni, lette in gran parte sui BLOG di Kilombo, mi fanno pensare che siano in tanti, specialmente tra i militanti delle cosiddette frange “massimaliste” e dell’ex Pds, che non si sono fatti questa domanda.

La risposta che mi sono dato io è che la sinistra tende a vedere il Mondo, e l’Umanità che lo abita, come un tuttuno.
In questa logica, la sinistra vera è internazionalista e rifiuta ogni discriminazione umana sia a livello di singolo individuo che di popolo o stato.
Chi è di sinistra è convinto che la crescita dell’Umanità è generata da tanti individui che perseguono la stessa prendendo tante strade diverse. Ognuna di queste è preziosa.
Chi devia dal percorso tracciato è semplicemente umano. Gli errori vanno corretti. La società va protetta da chi delinque con fermezza e decisione.
Però la società è come un corpo umano, il delinquente è come una parte infetta. Prima la si prova a curare, poi, se necessario e mai con leggerezza, la si amputa. Mai la si odia né si prova piacere ad amputarla perché ciò è semplicemente insano.
A voi sembra normale uno che è contento… che so… di avere un dito amputato?
Un governo di sinistra deve garantire a tutti la libertà di perseguire il proprio percorso di crescita e di compiere gli errori che, in esso, sono inevitabili.
Un uomo di sinistra ritiene che la sua libertà inizia dove inizia la libertà altrui perché, se limito i diritti altrui, nel momento in cui vacillerà la mia forza fisica, economica o politica, sarà la mia libertà ad essere messa in discussione. Conseguentemente, una libertà basata sulla forza è illusoria.

Un uomo di destra ritiene che la sua libertà finisce dove inizia la libertà altrui. Conseguentemente bisogna limitare la libertà altrui il più possibile in modo da essere più liberi.
Un uomo di destra ritiene che il mondo sia una giungla in cui gli uomini più forti devono prevalere, le razze più forti devono prevalere, le ideologie più forti devono prevalere.
Quindi, i pensieri altrui devono essere stigmatizzati ed indicati come sintomo di pazzia o cattiva fede. Gli oppositori devono essere messi al rogo, bastonati o conditi con olio di ricino.
Un governo di destra deve imporre a tutti di pensare la cosa giusta. Se la cosa giusta è giusta. Automaticamente, farsi domande o, semplicemente, pensare diversamente, diviene reato.
Chi devia dal percorso tracciato è un abominio da cancellare, sterilizzare, azzittire, estirpare.

In quest’ottica, non è che in Kilombo c’è pieno di fascisti?




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6 settembre 2007

Il vero costo della politica

Drammaticamente vero.
Drammaticamente... drammatico.

Tratto dal Foglio del 6/9 2007 

Il vero costo della politica
Parigi-Londra in due ore. La Torino-Lione non è ancora partita

un’immagine del nuovo Eurostar in grado di collegare Londra con Parigi (492 Km) in poco più di due ore. E’ più o meno quel che si impiega ad andare da Milano a Torino (130 km), con una delle linee più moderne d’Italia, tutta in pianura e, naturalmente, senza di mezzo alcun tratto di oceano. I progetti di sviluppo del sistema dei trasporti italiani, a cominciare da quelli su ferro che una volta erano nelle preferenze della sinistra, si sono bloccati a causa del veto dei sedicenti ambientalisti, accettato esplicitamente per bloccare la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, ma altrettanto efficace per quel che concerne la ferrovia ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino con Lione (e quindi anche con Parigi e Londra). Le tratte che non sono state bloccate con il pretesto della necessità di raccogliere il consenso popolare di tutti i paesi e le frazioni che stanno sul percorso ipotizzato, sono egualmente bloccate da interventi retroattivi sugli appalti. Insomma, come al solito, in Italia ci sono mille sistemi per bloccare un’iniziativa e pochissimi per realizzarla. Uno di questi era la legge obiettivo, che unificava l’iter amministrativo per le grandi opere; l’altro l’articolo della riforma costituzionale che chiariva le competenze dello stato sulle grandi reti separandole da quelle delle amministrazioni regionali e locali. Queste scelte del centrodestra sono state abbandonate, e ad esse non si è sostituito alcun meccanismo decisionale alternativo. Così la bassissima velocità della decisione politica, gabellata per ricerca della partecipazione democratica, rende impossibile partecipare davvero alla modernizzazione del sistema dei trasporti continentale. Tutta la retorica europeistica si infrange, così, sugli scogli di un sistema politico che regredisce verso il contenzioso giurisdizionalistico dell’epoca premoderna. Il costo vero della politica è questo, quello dell’incapacità di decidere, che reca agli italiani assai più danni dell’abuso, pur criticabilissimo, delle auto blu.




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6 settembre 2007

Linked in

Da un po' di tempo mi sto scontrando con il muro di gomma mafioso che gestisce il lavoro qui in Italia.

In questi giorni ho trovato un sito all'indirizzo "www.linkedin.com".
Si tratta di una sorta di pubblicizzazione del fatto che le assunzioni sono fatte per conoscenza.
Tengo a sottolineare che, a determinati livelli professionali, ciò è giusto: prima di chiamare un professionista a fare un determinato lavoro, è opportuno "chiedere in giro" cioè sapere, parlando con qualcuno che ha già lavorato con lui, se è bravo.
Mi pare che "linkedin" ufficializza la cosa.

Penso... anzi no... diciamo che spero... che, se un sito con la risonanza che avete voi ne parlasse un po'... beh... magari fludificheremmo un po' il mondo delle richieste di lavoro.

Guido 




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1 agosto 2007

Evasione fiscale - Peggiora il quadro processuale di Giuda.

Su consiglio di Prodi, il Padre Eterno ha inserito l’evasione fiscale nell’elenco degli (ora) 11 comandamenti e questo evento è andato a peggiorare il quadro processuale di Giuda.

Sulla testa dell’Iscariota pende una condanna a 33 ergastoli (ovvero uno per ogni denaro) da espletarsi, in ragione del dogma 41 bis, in condizioni di Inferno duro presso il più basso girone, dove egli è una delle tre anime dannate che vengono masticate per l'eternità da Lucifero. Gli altri due sono Bruto e Cassio, traditori di Giulio Cesare, i quali si dice abbiano presentato ricorso sostenendo un’improbabile alleggerimento della pena per mezzo di un avventato confronto con la carriera politica di Clemente Mastella.

Un PM da poco trapassato, ha aperto una pratica con la quale propone un aumento di pena (invero di soli 300.000 anni senza masticazione) per evasione fiscale.

L’interessato, professando la sua innocenza, ha dichiarato di avere fiducia nella Giustizia Italiana, nella laicità e nell’operato della Magistratura.




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31 luglio 2007

E Don Quixote, da domani, sarà pure frocio.

Mi riferisco al bacio sulle ali del quale il movimento LGBT sta per attivare una fiera protesta.

Per chi detesta leggere gli articoli linkati... beh... riporto le prime righe dell'articolo: "Non si spengono le polemiche sull'episodio della coppia gay denunciata al Colosseo per
un bacio. Mentre i carabinieri continuano a sostenere che si trattava di atti osceni in luogo pubblico, si susseguono le manifestazioni di solidarietà per i due ragazzi."

Girando per la rete leggo anche "hai letto il verbale dei carabinieri ? Io l'ho letto. Parlano di una fellatio, non di un innocente bacio. Che interesse hanno due carabinieri a denunciare due ragazzi per un bacio in bocca ? Ben diversa è l'ipotesi della "fellatio en plen air". Suggerisco al ministero della difesa di dotare tutte le pattuglie di telefonini con fotocamera e di scaricare le foto ogni giorno."

A volte, leggendo i giornali, sento un brivido lungo la schiena.
Probabilmente la stessa sensazione che hanno le marionette nei punti in cui sono collegati i fili.

La sensazione è data dall'esperienza che mi dice che quando le storie sono troppo incredibili da essere vere... bhe... non sono vere.
Ho abitato in Via San Giovanni in Laterano per un anno e lì ho potuto notare che baciarsi non è reato (per fortuna).
Ieri lo è diventato.

Strano!.. molto strano!

Quindi ci si trova di fronte a due possibilità:
- o due carabinieri particolarmente ignoranti ed omofobi hanno fatto la cazzata ed ora stanno venendo protetti dall'arma (tramite la sostituzione della performance "da bacio a pompino");
- oppure il pompino è sempre stato un pompino, pratica sacrosanta ma, in pubblico, vietata dalla legge sia tra persone dello stesso sesso, si tra persone di sesso diverso.

Nel secondo caso, stiamo venendo tutti armati e mandati, da bravi novelli Don Quixote, all'attacco di un bel mulino a vento.

Quella, in effetti, sarebbe una mossa geniale in quanto una fiera e decisa lotta per la conquista di un diritto, in realtà già disponibile, è un'impresa di sicuro successo che permetterà di rendere apparentemente meno fallimentare il bilancio della lotta politica del movimento LGBT.

E, nel frattempo, nel PD, si prospetta un'alleanza con le progressiste forze dell'Opus Dei.

Guido





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25 luglio 2007

Silvio Berlusconi candidato alle primarie del PD

"Silvio Berlusconi, dopo esseresi dimesso dal suo precedente partito, ha deciso di scendere in campo candidanadosi come segretario del Partito Democratico.
Le firme sono state raccolte in poco più di una notte e l'imprenditore si è detto sicuro della disponibilità di una larga maggioranza.
All'obiezione sull'incoerenza del suo credo politico con quello del nascituro partito egli ha aperto un ampio sorriso ed ha risposto:
- E no cara signora, non trovo un singolo punto in cui i miei programmi, presenti e futuri, divergono da quelli del Partito Democratico e, devo dire, come quasi tutti i membri del partito, le mie idee possono essere collocate alla sinistra di quelle della signora Binetti."
 

Questa non vuole essere satira: vuole essere un case study.
Esiste qualcosa, nella dottrina del partito democratico che rende assurdo ed impossibile l'eneto sopra ipotizzato?
Esiste, tra l'altro, una dottrina del Partito Democratico? 

Se, come ho fatto io, vi risponderete che la risposta è no: siamo sicuri che questo senso di latente inquietudine sia del tutto ingiustificato?

Guido




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24 luglio 2007

Decalogo Repubblicano

Il gruppo dei iMille di Parigi ha proposto quello che è il Decalogo Repubblicano considerato fondamento della Repubblica Francese.  

Lo riporto nel seguito:

1) La Repubblica è Laica.

2) La Repubblica promuove il Servizio Pubblico, grazie all’Educazione Nazionale (Scuola e l’Università), alle azioni di Sicurezza Sociale (sanità, disoccupazione, benefici per le famiglie numerose e bisognose), i Trasporti collettivi, perseguendo criteri di efficienza, grazie alla quale i servizi pubblici possono essere tali concretamente.

3) La Repubblica non fa distinzioni di grado sociale né culturale, non usando (tranne rarissime eccezioni) alcun titolo onorifico quando ci si rivolge alle persone, che esse siano presidente della repubblica (Monsieur le President) o operaio (Messieur l’Ouvier). Signori si nasce, ed io modestamente lo nacqui!

4) La Repubblica promuove le piccole attività economiche individuali e popolari, preservandole dalle grandi compagnie: fornaio, macellaio, fruttivendolo, formaggiaio di quartiere aperti spesso anche la domenica e grandi magazzini fuori dalle agglomerazioni urbane, e poi una rete molto capillare di piccoli mercati rionali.

5) La Repubblica assicura la Giustizia e l’Onestà, perseguendo con celerità i trasgressori, senza sconti né giustificazioni. In particolare i rappresentanti della repubblica devono essere integerrimi pena il decadimento e la sospensione immediata dai pubblici uffici. E’ scontato che gli evasori fiscali si perseguono senza sconti né giustificazioni.

6) La Repubblica promuove e sovvenziona le libere associazioni di cittadini, perché si moltiplichino associazioni che svolgano, senza fine di lucro, attività benefiche, volte a nobili fini culturali, sociali, democratici ed educativi.

7) La Repubblica promuove il merito individuale e un sistema dove ad uno studio e ad un livello educativo ottenuto corrispondano adeguate posizioni lavorative e remunerazioni salariali.

8) La Repubblica promuove in tutti i modi lo sviluppo culturale dei cittadini, garantedogli uguali opportunità di accesso alla conoscenza, perché sa che ad essa é stettamente legata la solida formazione democratica del paese ed lo sviluppo di un vero dibattito democratico dei cittadini coinvolti in prima persona.

9) La Repubblica considera che la Storia così come la Cultura e la Lingua devono essere un patrimonio condiviso tutti, perché tutti i cittadini, indipendentemente dalle proprie scelte politiche, possano condividere e riconoscersi negli stessi fondamentali valori democratici e repubblicani.

10) La Repubblica promuove la qualità della vita dei suoi cittadini, assicurando condizioni di lavoro rispettabili, il diritto al riposo, alla felicità morale e materiale, il rispetto del territorio e delle tradizioni culturali, ludiche ed eno-gastronomiche.

La Repubblica agisce quindi in nome di questi valori e dando alle sue azioni una sorta di "sacralità" così da rispettare gli impegni presi.

Provoca profonda amarezza il vedere quanti di questi valori, spesse volte suffragati dal semplice buon senso, non siano nemmeno contemplati nel nostro paese.

D'altronde, avere un obiettivo è già un punto di partenza.

Guido




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23 luglio 2007

Sto diventando importante!

Oggi, ho avuto il piacere di scoprire che le mie parole sono state erroneamente interpretate nientepopodimeno che dal Corriere della Sera.

Questo evento mi accomuna ai grandi politici di questo secolo tipo... che so... Prodi e Berlusconi e mi proietta ne gotha della politica italiana.
Anche io posso dire di aver visto citare parte delle mie parole ed utilizzarle in maniera acritica e stolta da una brillante esponente del giornalismo italiano la quale le ha utilizzate a dimostrazione di un corollario sbagliato.
Non dico che la situazione sia migliore di quella descritta, semplicemente non è quella descritta nell'articolo che segue.  


Polemica nel movimento degli under 40. Le critiche sul blog: incompetenti. La replica: c'è stata qualche lacuna comunicativa
Sofri e Scalfarotto lasciano «iMille» per Walter, insulti online
di Monica Guerzoni


Volevano fare la rivoluzione. Cambiare, se non il mondo, almeno il Partito democratico. Rinnovare la classe dirigente bloccata dagli «zombie», che nel gergo dei nuovi garibaldini sarebbero i non più giovanissimi leader politici nostrani. Ma da quando i vertici del movimento under 40 hanno deciso, in splendida solitudine, di appoggiare Walter Veltroni e Mario Adinolfi se n'è andato per ballare da solo, iMille di Luca Sofri, Ivan Scalfarotto, Marco Simoni e Sandra Savaglio altro non fanno che litigare tra loro, a mezzo blog. Critiche politiche, ma anche insulti carichi di rabbia e delusione.
Guido, blogger frustrato e triste, ore 10.32 di giovedì 19 luglio: «IMille era gestito nello stesso modo dei centri di potere a cui avrebbe dovuto opporsi ». Andrea, 36 minuti dopo: «Ammettete di essere degli incompetenti, almeno, e ritiratevi lasciando il posto a qualcun altro. Avete contribuito a farcelo mettere di dietro da Marioadinolfi, dico da Marioadinolfi. Altroché... ». Alberto61fi, alle due e mezzo del mattino: «Credo che qui ci abbiano preso in giro per bene... L'idea de iMille è bella, ma è stata finora gestita da arrivisti incapaci. Lascino il posto e ripartiamo da qui».
Reduci malconci, camicie rosse allo sbando. Pagine e pagine di riflessioni sulla democrazia invocata e poi tradita, accuse di verticismo a Sofri e Scalfarotto e repentini addii. «Pensavo addirittura che Adinolfi fosse il candidato de iMille — si duole Lucacicca —. Mi ci è voluto un pomeriggio per capire che c'era stata una "scissione". Non ci voleva molto a coinvolgere tutti nella scelta sul candidato da sostenere. Avete sbagliato. Succede. Così andate poco lontano».
Il processo politico ai fondatori de iMille dilaga sul web, inonda il sito di Scalfarotto, contagia il blog di Adinolfi, che si prende una palata di insulti telematici. Uno dei più gentili è firmato Barbara Caputo: «Adinolfi è buono come un piatto con la cotica, non perché sia grasso per carità... È un po' come Platinette, le spara grosse e il più delle volte a casaccio». Una delle ragioni che hanno fatto saltare la mosca al naso a quel che resta de iMille è che la notizia dell'appoggio a Veltroni le camicie rosse l'hanno appresa non dal sito del loro movimento, ma da Repubblica.it. «Cerchiobottisti », spegne il computer Barbara.
Tocca a Luca Sofri, giornalista free-lance, blogger, conduttore radiofonico e televisivo anche noto per essere il figlio di Adriano Sofri, provare a metterci una toppa. Ammettere qualche «lacuna comunicativa», respingere come «sciocchezza» le accuse di verticismo, smentire litigi e tensioni. E sperare che iMille si rimettano in marcia per «cambiare la politica di sinistra in Italia, e forse anche qualcosa di più. Dai».



Vorrei dire solo una cosa alla signora Monica Guerzoni:
"Capisco che, non conoscendo tu la lingua italiana avrai avuto problemi a comprendere il mio intervento però...


frustrata e triste sarai tu!!!!!!



Io mi sto divertendo una cifra!

Ti abbraccio teneramente.

Guido"

ps La ragazza si riferisce a questo post.
 




permalink | inviato da abele il 23/7/2007 alle 13:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


21 luglio 2007

iMille - lettera ai iVenti ed a Marco Simoni

Cari Ragazzi, caro Marco,

mi scuso in anticipo se sarò  ripetitivo: l'errore non è stato "di comunicazione", è stato un errore etico e politico.

Etico perchè in venti avete parlato a nome di mille persone che non avete interpellato.

Politico perchè avevate raccolto mille persone attorno al fatto che detestavano questo modo di fare. E che quindi hanno detestato voi quando avete agito in questo modo.

Nessuno vuole un movimento immobile perchè invischiato in migliaia di sterili discussioni.
iMille sono gente che lavora e quindi gente pratica che sa che ogni nave ha bisogno di un capitano.

Però questo capitano deve essere scelto da tutti iMille. Egli deve presentarsi, deve farsi eleggere e poi muoversi, con ampi poteri, anche in maniera corsara, fino alle prossime elezioni.
A quel punto decideremo se sostituirlo o meno.

Marco, se ti candidassi io ti appoggerei volentieri, però... se non ti prendi la briga di chiedere il mio appoggio, di farti votare, di farti eleggere... beh... mi avrai contro.

Perchè questo è il mio concetto di politica.

Perchè questo è il mio concetto di dignità.

Perchè questo è il mio concetto di libertà.

Perchè, se no, tanto valeva infilarsi nelle correnti tradizionali dei partiti.

Guido
 




permalink | inviato da abele il 21/7/2007 alle 20:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


20 luglio 2007

iMille - gente come noi... il mondo... lo camabia... purchè...

L’altro ieri all’aperitivo si respirava una brutta aria.

L’altro ieri all’aperitivo c’era bella gente. Gente che non molla, che vuole continuare a sognare in un mondo migliore, in un mondo di sinistra ed in un partito di sinistra gestito in maniera diversa.

L’altro ieri erano stati fatti parecchi errori.

E’ stato raccolto un gruppo di persone che desiderano una politica più pulita e poi si è tentato di fargli digerire una decisione presa da pochi.

Indipendentemente dal merito di queste idee, è come cercare di far accettare ad un club di naziskin un presidente che sia ebreo e di colore: quelli prima tagliano la gola al candidato presidente, poi a quello che glie l’ha proposto e poi tornano ai loro normali passatempi tipo ruttarsi in faccia ed odiare chi non conoscono.

La mia impressione è che l’unica cosa che noi abbiamo in comune con i naziskin è la propensione a non rinunciare alle nostre idee che, per fortuna, sono parecchio diverse da quelle dei pelati nerboruti energumeni.

Le nostre idee si sintetizzano nel desiderio di un mondo più giusto che, per essere creato, necessita un movimento/partito che sia anch’esso più giusto.

Quindi, forse, sarebbe opportuno procedere per gradi.

Ragazzi: è ora di creare iMille!

Chi ha maggiore esperienza politica ed organizzativa proponga un modo di prendere le decisioni, un’identità (magari… se possibile… basata su laicità e socialismo), un modo di scegliere i leaders… ed un modo di mandarli a casa.

A quel punto votiamolo.

A quel punto potremo iniziare la nostra lotta e potremo anche vincerla perché, a differenza degli altri, noi lo faremmo assieme.

Saremmo un gruppo di donne e uomini liberi che si uniscono sulla base di un comune sentire, una loro libera scelta e regole chiare (come sono stati… tipo… avete presente… i Mille?).

Saremmo gli unici e, per questo, saremo i più forti.      

Perderemo qualcuno… è vero. Però fare politica (come anche essere persone adulte) vuol dire fare scelte.

Io non voglio che la bella gente che sto conoscendo esca dalla mia vita come non voglia che, amareggiata, si convinca che non c’è nulla da fare: che il mondo va così.

Il mondo non va necessariamente così: gente come noi… il mondo… lo cambia.

 

Con affetto

 

Guido




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