.
Annunci online

abele
...vorrei tanto creare un piccolo antro di spietata tenerezza...


Bibbia


12 ottobre 2006

Volevo parlare d'amore


photo by
ollylama

Avevo detto che avrei parlato d'amore ed, in effetti, l'argomento mi stuzzica.
D'altro canto, in considerazione del fatto che "gli uomini sono tutti stronzi", mi attira anche l'idea di parlare di sesso.
Come al solito, prima di scrivere uno dei miei post, non so mai bene di cosa andrò a parlare e vi anticipo che, in genere, dopo avere, scritto, mi scoccia cancellare le parti fuori tema.

In realtà, in questo BLOG, non sto facendo altro che parlare d'amore.
Ieri, notando che ho dedicato una rubrica alla bibbia, è stata fatta la supposizione di una mia ferma aderenza alla chiesa cattolica.
Eppure, se si va a vedere a cosa porta il link Bibbia, ecco apparire il "Cantico dei Cantici".


Bruna sono ma bella,
o figlie di Gerusalemme,
come le tende di Kedar,
come i padiglioni di Salma.

Non state a guardare che sono bruna,
poiché mi ha abbronzato il sole.
I figli di mia madre si sono sdegnati con me:
mi hanno messo a guardia delle vigne;
la mia vigna, la mia, non l'ho custodita.

Dimmi, o amore dell'anima mia,
dove vai a pascolare il gregge,
dove lo fai riposare al meriggio,
perché io non sia come vagabonda
dietro i greggi dei tuoi compagni.


Trovavo bizzarro che un poema erotico di tanta delicatezza sia contenuto nella Bibbia.
Con il proseguire del mio cammino, ho avuto la possibilità di scoprire che: non solo non tutti i religiosi hanno le inibizioni sessuali  che generalmente ci si immagina, ma anche molti cristiani (e persino cattolici) hanno un percorso che gli garantisce una vita sessuale piena e soddisfacente. 

Purtroppo sono stato chiamato per una riunione e quindi devo limitarimi ad enunciare il tema su cui mi piacerebbe discutere e parlare: io sono convinto, per esperienza ed errori commessi, che il sesso sia una via di crescita morale, personale e spirituale oltre che una via per conoscere il proprio corpo che è quella parte di noi stessi che spesso conosciamo meno.

In altre parole, non può esistere sesso soddisfacente senza amore.... ma l'amore di cui si parla è l'amore per sè stessi.

Buona Giornata

Guido




permalink | inviato da il 12/10/2006 alle 9:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


14 luglio 2006

L'inferno, secondo me, sarebbe stata Itaca.


Photo by bult

 

Lo maggior corno de la fiamma antica
cominciò a crollarsi mormorando
pur come quella cui vento affatica;

  indi la cima qua e là menando,
come fosse la lingua che parlasse,
gittò voce di fuori, e disse: «Quando

  mi diparti' da Circe, che sottrasse
me più d'un anno là presso a Gaeta,
prima che sì Enea la nomasse,

  né dolcezza di figlio, né la pieta
del vecchio padre, né 'l debito amore
lo qual dovea Penelopé far lieta,

  vincer potero dentro a me l'ardore
ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto,
e de li vizi umani e del valore;

  ma misi me per l'alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola da la qual non fui diserto.

  L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna,
fin nel Morrocco, e l'isola d'i Sardi,
e l'altre che quel mare intorno bagna.

  Io e ' compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov'Ercule segnò li suoi riguardi,

  acciò che l'uom più oltre non si metta:
da la man destra mi lasciai Sibilia,
da l'altra già m'avea lasciata Setta.

  "O frati", dissi "che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia

  d'i nostri sensi ch'è del rimanente,
non vogliate negar l'esperienza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

  Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".

  Li miei compagni fec'io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;

  e volta nostra poppa nel mattino,
de' remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancino.

  Tutte le stelle già de l'altro polo
vedea la notte e 'l nostro tanto basso,
che non surgea fuor del marin suolo.

  Cinque volte racceso e tante casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,

  quando n'apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avea alcuna.

  Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto,
ché de la nova terra un turbo nacque,
e percosse del legno il primo canto.

  Tre volte il fé girar con tutte l'acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com'altrui piacque,

  infin che 'l mar fu sovra noi richiuso».



Non riesco a starmene a quel che disse Dante.
Non dico tanto riguardo la fine di Ulisse che è una cosa naturale perchè, in fondo, se nasci falena, le tue ali hanno il destino di essere bruciate.

Dissento sull'inferno avuto per il peccato di averci provato. 
L'inferno è nel nostro cuore, nella coscienza di aver fatto ciò che era sbagliato, nella paura di una resa dei conti.

Se Dio ci fece i sogni, e li fece giusti e belli, non posso credere che si adiri per la nostra propensione al volerli toccare con un dito. 

No amici miei.
Posso anche accettare che i sogni non siano altro che un paradiso instabile ma , di certo, l'unica felicità che ho trovato l'ho goduta sulle scale che salivo per raggiungerne l'accesso.

Io credo come Ulisse che "fatti non fummo per viver come bruti" e che l'unico inferno per i rematori di Ulisse sarebbe stato una zuppa di semola, per un vecchio sdentato, in una casa sperduta, senza vista sul mare, in un vicolo ombroso, all'interno di Itaca.
 
 
Guido

P.S. Insieme ad un bacio, vi dono un'altra poesia di Costantino Kavafis.


Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.





permalink | inviato da il 14/7/2006 alle 17:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 maggio 2006


Amate la giustizia, voi che governate sulla terra,
rettamente pensate del Signore,
cercatelo con cuore semplice.







Ho trovato un versetto della Bibbia, ho scattato una foto.
L'ho fatto in momenti diversi.
Le due cose mese insieme, a me, danno da pensare.
Spero abbiano lo stesso effetto anche con voi.

Un abbraccio e buona notte.

Guido




permalink | inviato da il 22/5/2006 alle 1:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


18 maggio 2006

Bruna sono ma bella



Photo Savignole

Bruna sono ma bella,
o figlie di Gerusalemme,
come le tende di Kedar,
come i padiglioni di Salma.

Non state a guardare che sono bruna,
poiché mi ha abbronzato il sole.
I figli di mia madre si sono sdegnati con me:
mi hanno messo a guardia delle vigne;
la mia vigna, la mia, non l'ho custodita.

Dimmi, o amore dell'anima mia,
dove vai a pascolare il gregge,
dove lo fai riposare al meriggio,
perché io non sia come vagabonda
dietro i greggi dei tuoi compagni.



Nei sogni ci perdiamo, o forse nell'aspettativa del nostro futuro.
Per questo motivo, in nostro perderci non è un perderci ma è solo un lasciarci cullare dalla speranza.
E la speranza, alla fine, è l'unica cosa per la cui sopravvivenza dobbiamo combattere.

Auguro a tutti una buona giornata

Guido 




permalink | inviato da il 18/5/2006 alle 9:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
sfoglia     luglio       
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Racconti
Fotografia
Pensieri Sparsi
Capoeira
Politica
Bibbia

VAI A VEDERE

Professionisti
Progetto Cicero



Visualizza la mia pagina su Progetto Cicero


Visita Progetto Cicero



Trovi altre fotografie come questa su Progetto Cicero


Add to Technorati Favorites 


 www.kilombo.org

View Guido Mastrobuono's profile on LinkedIn

CERCA