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abele
...vorrei tanto creare un piccolo antro di spietata tenerezza...


Diario


31 dicembre 2005

Capodanno

Ieri sera, una delle persone migliori che abia mai incontrato é caduta dalla moto. Non si sa se l'hanno fatto cadere, se era una macchia d'olio, o la sorte.
Il colpo alla testa é stato fortissimo: adesso solo un miracolo...

Sono stato tutto il giorno in rianimazione che le altre persone che gli vogliono bene.

Peró i miracoli accadono... e, se c'é uno da cui puó iniziare il cambiamento che renderá questo mondo un posto migliore, questo é lui.

Perché lui insegna a guardare piú a fondo, lui crea i gruppi amando la gente, lui balla, combatte e sorride, lui ama e viene riamato, lui é il cuore di tanti.
Perché ci vuole gente che ci sappia far capire che la dolcezza é forza.
Un mondo senza di lui sarebbe piú brutto, avrebbe una speranza in meno, e mi farebbe un po' piú paura.

Quindi, se lo desiderate, vi chiedo di pregare.

Buona notte e buon anno

Guido




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31 dicembre 2005

Onda

Tutti i telegiornali ci ricordano che, un anno fa, un onda si é alzata dal mare per ricordare all'uomo la sua dimensione nell'universo.

Questo é valso nei due sensi: ci ha mostrato quanto possiamo esser piccoli e quanto possiamo essere grandi.

Un movimento dal profondo della terra scarica una enorme qunatitá di energia che si tramuta in uno spostamento dell'acqua del mare. 
Il mare é tanto grande che tutta quella rabbia si riduce ad un minimo tremito sul suo volto, un'oscillazione di pochi millimetri, un nulla se paragonato alle sue profonditá. 

Ma quando le profonditá vengono a mancare, ecco che quella rabbia si innalza in un muro d'acqua capace di trasformare un paradiso in un inferno.

Un caso ha permesso ad alcuni di vedere l'onda in lontananza ed una voce spietata gli ha chiesto se si sentivano di trovare la forza di correre.
E loro hanno corso perché da un lato avevano una flebile speranza di vita e dall'altro avevano il nulla.

Hanno corso inseguiti da un muro.
Hanno arrampicato una collina sentendo le unghie spezzarsi su roccia affilata, i rovi ed i sassi, il freddo e la disperazione.
E' incredibile quanto faccia male il freddo in una giornata di sole nei mari tropicali.

Poi l'acqua é defluita, e chi é rimasto, ha subito la sberla finale: "perché io".

Anche noi che stavamo a Roma, facendo all'amore, bevendo, mangiando, cercando di organizzare un capodanno decente, subendo angherie, guardando meraviglie.
Anche noi avremmo dovuto chiederci "perché io".

Un anno piú tardi, io me lo chiedo.

Ci deve essere un perché.

Penso  di dover dedicare quest'anno a cercarlo. 
 
Buona Notte

Guido


  




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30 dicembre 2005

30 dicembre

Una giornata persa?

Le ferie sono una brutta bestia. Si pensa di avere migliaia di ore per fare cose su cose e poi le ferie ci scorrono tra le dita come se fossimo dorgati.
Quanto meno tutto questo succede a me.

Questa sera mi sento proiettato al di fuori di ogni dinamismo e mi chiedo dove sto' andando.
Domani inizia un nuovo anno ed io che ne faró.

Chi sono? Dove vado? Che ci vado a fare?

Sto combattendo i mulini a vento o percependo sanissime tensioni umane?

Quando ero viaggiatore sentivo di andare da un punto ad un'altro.
Ora no, ora mi sento invischiato in una gelatina verde che mi permette di respirare e poc'altro.

Mi fermo perche sento di starmi autoamplificando.
Forse si tratta di un solo istante o forse si renderá necessario un nuovo giro di vite.

Le ferie sono proprio una brutta bestia.

Buona notte

Guido




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29 dicembre 2005

Solo un pensiero

Solo un pensiero: la fede non é altro che la semplice percezione dell'esistenza di Dio, non é la bovina accettazione della dottrina che ci viene imposta.

E l'amore per il mondo e per l'umanitá non é la capacitá di accettarne i difetti come ineluttabili: é invece il coraggio di non dire mai "d'altronde é cosí" e di fare tuto ció che é in nostro potere per consegnare ai nostri figli un luogo dove siano maggiori le possibilita di continuare a vivere e di essere felici.

Buona notte

Guido




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28 dicembre 2005

L'amore di Mossi 1

Una meravigliosa donna fatta di ebano era vissuta nell’Africa Italiana.
Stava attraversando una strada, procedeva eretta guardando di fronte, come seguisse una linea di luce tracciata solo per lei in quell’universo polveroso.
Un ufficiale italiano di nome Giovanni Mossi l’aveva vista.
Parecchia gente si illude di poter scegliere il proprio destino.   
Il tenente Giovanni Mossi si era trasferito in Africa nella certezza che lui si sarebbe potuto costruire il suo. Si sarebbe comprato una piantagione che gli avrebbe permesso di campare immerso nella luce meravigliosa di quella terra e, nel tempo libero, avrebbe preso i suoi pennelli e dipinto.
Lui non sembrava certo un esile artista, un deperito bohemien di quelli che andavano di moda in quel periodo. Era un uomo di alta statura, braccia robuste e sguardo allegro. Frequentava l’università a Torino ed andava a dare gli esami una volta l’anno.
Si era goduto la vita.   
Aveva creduto nella bellezza, nei sogni e nell’amore semplice, quello delle sartine dagli occhi grandi e dalle labbra umide.
La donna lo vide, lui vide lei, ed entrambi videro chiaramente il loro destino.
Lei alzò la mano sinistra.
Il palmo chiaro gli parve ipnotico e lui ci pose sopra la sua mano destra.
Le due mani combaciarono alla perfezione.
Lui immerse il suo sguardo negli occhi di lei e nulla più ebbe importanza.
Lui l’amò per il tempo confuso di un sogno e nel tempo di quel sogno venne riamato.
In tutto quel tempo, non la sentì mai parlare né ridere.

 




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27 dicembre 2005

Amore

Mi troveró spesso a parlare d'amore, sará forse che questo é un argomento che ritorna sovente nei miei pensieri.

O sará invece che sono un zitello sempre combattuto tra il desiderio di andarlo a cercare e la consapevolezza del fatto che l'amore é una catastrofe che accade.
 
E' una catastrofe che non si puó favorire in alcun modo.

E´ puro come la follia degli angeli, dei santi, degli artisti... e di tutti gli altri pazzi sconvolti dall'attimo in cui hanno avuto la lampante visione del volto di Dio.

E Dio non riceve su appuntamento.

Comunque, mi è venuta voglia di rileggere un vecchio brano (pubblicato sul mio primo 
blog ante litteram). 

Era il 2001 ed io ho scritto.

"
La mia donna deve avere occhi neri, occhi neri grandi grandi, dentro i quali mi possa perdere la sera quando sono stanco, quando posso tollerare solamente il bagliore fioco di una candela.
La mia donna deve aver visto un po' di mondo, deve essere saggia perché la saggezza delle donne da un ordine all'universo, specialmente in quei momenti in cui l'universo non sembra averne alcuno e noi vaghiamo sperduti tra poche luci e molte ombre, tutte prive di significato.
Deve aver ancora da imparare, deve aver voglia di imparare. Deve essere capace di rimanere ferma ad osservare un alba e deve essere un vulcano quando è il caso di muoversi.
Deve essere curiosa come un gatto, non accettare mai alcuna stanza chiusa in quello che dovrebbe essere il suo regno, il suo universo.
Deve essere sinuosa ed aggraziata, delicata ed elegante, sapersi muovere come un alito di vento e posarsi con un bacio.
Deve amare la nutella, saper fare dolci, saper dare ordini e ricevere consigli. Deve mettere in discussione tutto quello che dico facendomi sempre sentire appoggiato.
Deve saper apprezzare i difetti delle persone perché sono i difetti a dare colore alla vita. Deve avere dei vizi perché chi ha vizi ammette che anche gli altri li abbiano. Deve poter amare i miei come io amerò i suoi.
Deve sopportare la pochezza dei miei amici, deve sopportare la mastodonticità dei miei  amici.
Deve avere grandi sogni perché i miei ed i suoi sommati faranno l'immenso. Deve sapere che noi si avrà solo una quota parte di quello che si desidera e quindi deve unirsi a me nel desiderare lo spropositato.
Deve amare i bimbi perché sono il futuro. Deve amare i bimbi perché io sono uno di loro.
Deve voler costruire una casa tutta con le nostre mani.
Deve credere che in amore... o tutto o niente.
Deve amare fare all'amore perché è troppo bello. E deve finire sempre con un bacio ed un sorriso.
Deve poter dormire con me una sera. Dormire e basta. Anche se dopo, per un po', rischiamo di non avere più la casa libera. Deve farmi fare all'amore la mattina perché mi piace troppo. Sii... lo so... alle ragazze, in genere non piace, ma è un modo fantastico di iniziare la giornata.
Deve piangere quando le dico che la amo.
Deve insegnarmi tantissime cose e deve ascoltarmi quando la mia mente inizia a fluttuare nel vento.
Deve essere fiera di me perché io valgo."

Sapete... rileggendola... negli ultimi 5 anni... non sono maturato poi molto...

Buona Notte

Guido

        




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27 dicembre 2005

Nonna

Oggi ho incontrato mia nonna.
Piccola, sorridente, capelli lisci bianchi bianchi, faceva 95 anni e mi ha sorriso.
Non so dirvi se mi ha riconosciuto ma non importa.
 
Ognuno segue la sua via ed ognuna di queste vie ha uno scopo anche se, in certi casi, tutti quanti lo ignorano.




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27 dicembre 2005

Diario

La scrittura di un diario ha sempre avuto un impatto fondamentale sulla mia vita.
Mi ha costretto, alla fine di ogni giornata, a chiedermi cosa quella giornata mi aveva donato e quanto io avessi donato agli altri.
In certi momenti della vita, un diario è impietoso. Si è trattato dei momenti in cui non ho avuto pietà di me stesso.
Se ci pensate, darsi tutte le colpe è tanto facile quanto non darsene nessuna e l'impietà è sempre un difetto.

Quest'oggi i temi su cui parlare sarebbero: l'amore degli amici, le nostre responsabilità, la vita e la morte, il destino, i sogni, il futuro, il modo migliore di maneggiare la spada, la necessità di amare e di essere amati, la dolcezza e la debolezza, il fatto che l'equità derivi dalla coscienza e dall'accettazione dei nostri errori passati, il strano legame che fa scegliere ai gatti di Marvin una via di fuga che passa sistematicamente per i coglioni di Zanna.

Bhe... ragazzi... ho un po' di sonno e non me la sento di parlarvi di tutte queste cose ma devo dire che la mia giornata è stata meno sprecata di quanto pensassi prima di iniziare a scrivere questa pagina di diario.

Buona Notte

Guido
    




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26 dicembre 2005

rituali

Oggi, come tutti i Natali, colate di cibo sono scorse a gonfiare la mia pancia ridotta a nu babbà.
Ed io sono contento perchè i rituali sono cose che tengono caldo.
Tanto il pranzo con i miei ed i parenti quanto la cena a casa dei genitori di Marvin sono eventi che si ripetono da circa una decade.
Una volta li odiavo in quanto non scorgevo il senso di quella eterna ripetizione di battute.
Ora, forse per l'età, o forse, al contrario,  per la perdita di alcune delle mie paure, adoro la possibilità, una volta l'anno, di ripetere gesti della mia infanzia e di percepire placidamente il mio amore per essi.
Sento che essi sono la mia identità: quella base su cui ho costruito la mia vita.
Prima credevo che fossero le sbarre di una gabbia che non mi permetteva di volare via.
Ora, una volta l'anno, torno in quella gabbia, ne ammiro le sbarre ormai infrante, e mi rendo conto che si tratta di casa.

Buona notte ed ancora buon Natale

Guido  




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25 dicembre 2005

risveglio di speranza

Inizio a scrivere alle 23 e 59 della vigilia di Natale del 2005.

Questa sere son sereno,
e prego che anche voi
lo siate tutti quanti.
Chè questo non è un bene
che è proprio di coloro
che vedono risolto
ogni piccolo problema.

E’ quel piccolo miracolo
permesso solo ai più stanchi guerrieri,
alle madri dalle mani screpolate,
ai padri con le braccia doloranti,
agli eroi del nulla
ed ai sognatori degli antri più scuri.

Dopo un anno di combattimenti, di ferite e denti stretti,
si godano un barlume di tenera speranza
dopo averlo con gli stenti di gran lunga meritato,
si regalino una notte per il solo piacere di guardare le stelle
di intonare un canto
di stringersi ai fratelli
per godersi freschi il tenero
sciabordare di un sorriso.

Passate un buon Natale
se pensate di avere combattuto
perché per una notte
è anche giusto riposare.

Passate un buon Natale
se temete di avere desistito
perché inizia un nuovo ciclo,
la natura si risveglia
e noi con lei.

Buon Natale fratelli miei.
l’anno prossimo faremo meglio.




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