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Diario
18 giugno 2007
“iMille” ovvero “Se veramente le chiacchiere stanno a zero”

Photo by mrlittle
Ieri è nato un gruppo che si ripropone di partecipare alla nascita del partito democratico rivoluzionandolo.
Bene!
Copio quello che ha scritto l'Adinolfi sul suo Blog. “...oggi è nata ufficialmente la lista dei Mille. Sì, si chiamerà proprio così, iMille, come i garibaldini che hanno fatto l'Italia. Noi la ri-faremo, perché c'è davvero bisogno di rifarla, dalle fondamenta. Lo strumento che abbiamo adottato è la lista alle primarie del 14 ottobre per il partito democratico. Le modalità della nostra azione saranno totalmente innovative: apertura assoluta della lista ai contributi e alle candidature di tutti, mutuando i meccanismi di orizzontalità e confronto continui propri dei nostri blog, anche per la definizione degli orizzonti programmatici.”
Bello!
Ho dato la mia disponibilità.
Fantastico!
E adesso che ci siamo galvanizzati di pacche sulle spalle, è prioritario tornare velocemente alla realtà.
Per prima cosa partiamo dal presupposto che i mille stanno accingendosi ad affrontare un avversario agguerrito dalla forza della disperazione. Hanno deciso di farlo su terreno scelto da questo avversario, con le regole scelte da questo avversario, nei tempi scelti da questo avversario. Per questo motivo, mentre il Guido idealista è distratto, il Guido prosaico ed ingegnere nota che o saremo veramente migliori di loro in tutti i campi o ci faranno a pezzettini.
Quindi è fondamentale che noi mettiamo in campo tutto ciò che abbiamo.
Abbiamo detto e stradetto che siamo tecnicamente più preparati, moralmente meno corrotti, più vicini alla gente, più freschi di loro. Bene: dimostriamolo.
Abbiamo bisogno di un'organizzazione sul campo che sia lo stato dell'arte dal punto di vista della tecnica dell'organizzazione. La comunicazione tra di noi deve utilizzare tutte le possibilità offerte dalla tecnologia al massimo della loro potenzialità. La base dovrà urlare più forte, friggere più salamelle, guardare più spesso in faccia i propri figli e dirsi tutte le mattine che noi dobbiamo loro qualcosa di meglio. Dobbiamo guardare le nostre buste paga di interinali quando avremmo dovuto essere assunti, di impiegati con mansioni da quadri, di freelance usa e getta, e ricavare energia dal roteare ronzante dei nostri testicoli. Dobbiamo guardare tutte le ingiustizie e renderci conto che o saremo noi a mettere a posto le cose o non sarà nessun altro.
E fatto questo renderci conto che esiste un'unica parola che rappresenta la possibilità di stare alle loro regole e vincere la battaglia ed essa è “ECCELLENZA” in campo strategico, tecnico, morale, politico e comunicativo.
Perchè quello è l'unico campo in cui noi potremo essere sempre in vantaggio.
| inviato da abele il 18/6/2007 alle 19:7 | |
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