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Photo by jeancolemonts


Presi il Berimbau, lo incurvai facendo leva sulla coscia e bloccai il filo.
Incomincia a provare qualche tocco.
Mi misi a cantare.

Non andava.
La melodia c'era ma non andava.

La musica é un mezzo per creare atmosfera.
Al tintinnare della bacchetta sull'arame, é la voce che deve dare corpo al tutto.
La voce deve dare calore.

Essa usciva stridula ed ogni mio tentativo di riprodurre quanto avevo ascoltato proseguiva patetico.
Continuavo a domandarmi perché le canzoni di Angola mi venissero cosí naturali metre il Sao Bento uscisse tanto vuoto.

A quel punto mi venne in mente che le canzoni che mi vengono bene sono quelle di Toni Vargas e la ragione é che io... non ho la voce di Toni Vargas. 
Avevo quindi semplicemente accetatto di non farle uguali. 
Avevo smesso di scimmiottare un mestre e mi ero messo a far scivolare l'anima nel canto.

Ho provato a fare lo stesso con alcune semplici canzoni su un ritmo di Sao Bento Grande. 
Ho provato a tirare fuori la mia canzone.

Ho sentito di aver trovato la voce giusta e la melodia é scivolata giú leggera e morbida come la veste di una donna quando si riesce ad azzeccare il momento, l'atmosfera e la tecnica per sciogliere quell'unico nodo che la fermava sulla spalla. 

Non so dire se ho effettivamete cantato quello che dovevo cantare. 
In fondo non importa. 

Forse ho solo avuto una fugace visione di ció che é il mondo.
E sicuramente, la prima volta che proveró a fare la stessa cosa in roda, avró la prova provata se una interpretazione spinta, sentita e personale é considerata lecita solo per i miti della capoeira o anche per i comuni mortali.

Buona notte

Guido
   

Pubblicato il 25/7/2006 alle 22.46 nella rubrica Capoeira.

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