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Buon anno Capoeira! (Ovvero atteso termine di una fase sado-maso)

E' prevedibile considerare che la pausa estiva porti un lieve peggioramento nello stile di gioco: non pensavo di essere in grado di sviluppare una tale performance di eccellenza nel massacro della poca tecnica che, fino ad oggi, ero riuscito ad acquisire. 

In realtà, nel crollo estivo ero riuscito ad essere estremamente efficiente grazie ad un avvio impostato ben prima della pausa effettiva.

Alla fine della roda di Talete la mia instructora mi disse che avevo giocato bene: mi sembrava persino di notare delle sfumature differenti tra il mio gioco di Benguela e quello si São Bento. 
Ma quella è stata la sommità della montagna, ed a quel punto non mi è rimasto che scendere.

Abbiamo giocato... in realtà l'idea sarebbe stata quella di suonare ma, sapete com'è, se c'è gente che suona, chi batte le mani ci mette un attimo ad iniziare a calciare.
Beh... sarebbe meglio definire il mio Sao Bento, più che una forma di gioco corrispondente ad un tocco di Capoeira, come una proposta per il nome brasilianizzata di una nota casa di acque minerali.
Alla fine ho detto:
- non riesco a capire... giocavamo Angola e Rasgò mi stava riempiendo di botte!
e Coco 
- Guido... noi non stavamo suonando Angola!

La cosa più notevole è che il mio gioco attuale consiste di una versione estremamente essenziale della Capoeira nel senso che mani a terra... neanche a parlarne... calci... solo meia lua... solo basse... solo da un lato.
Insomma Ginga e schive, tanta ginga e poche schive, anche quando arrivano i calci. 

Pensandoci bene, mi è venuta in mente una buona sintesi della mia Capoeira: entro in roda e mi faccio picchiare... insomma... Sado-Maso-eira.

Oggi riprendono i corsi.
Spero che, grazie ai buoni uffici del nostro Instructor, di ri-otterrò velocemente l'accesso a qualche tecnica perché è più divertente giocare a tennis quando riesci a fare diritto e rovescio.

In ogni caso, mi mancavano quelle due ore in cui scaricare la tensione e candeggiare l'energia negativa accumulata in settimana.
Mi mancava il riscaldamento senza senso impostato dai nostri graduati correndo come se stessimo perdendo l'autobus.
Mi mancava quando parte la musica che non si sente più la fatica, mi mancava come sto dopo aver fatto gli addominali, e mi mancava quando apro fraudolentemente gli occhi durante gli esercizi di equilibrio e vedo che sembriamo tutti eroi contorti trasformati in pietra dallo sguardo malevolo di Medusa.
Mi mancava il wrestling con i piccoli.
Mi manca la soddisfazione quando riesco a fare un passettino in avanti.

Forse sono un tradizionalista, ma continuo a far iniziare gli anni con gli autunni ed a terminarli con le estati.
Con un calendario che muta le date di solstizio in solstizio, il mio cuore rinnova le ere di equinozio in equinozio.
Forse, invece, sono sempre e solo legato alla realtà scolastica che m'imponeva un triste e speranzoso rientro sui banchi di scuola. Forse ritengo che sia ciò che apprendo sia quello che conta veramente e segna il mio tempo e quindi, per me, gli anni iniziano a settembre.

Buon anno irmãos!
Speriamo di usare questi nuovi 12 mesi per costruire qualcosa di grande! 

Vostro
Guido - Ritual


      


  

Pubblicato il 5/9/2006 alle 12.5 nella rubrica Capoeira.

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