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Sconquasso



Ieri sera mi lamentavo del fatto che oggi é stata una giornata cerebrle.
Bhe... in fatto di eccessi di razionalitá, oggi non c'é nulla da ridire.
Questa sera, il cervello é stato messo da parte: ha agito il cuore ed ha agito male.

Ma andiamo per  fatti: oggi facevano nove mesi dalla morte del mio amico e maestro di capoeira, per sapere cosa intendo leggete qui 
31 dicembre, 1 gennaio,  2 gennaio mattina , 2 genaio notte4 genaio mattina
Oggi é il 3 di orrobre e facevano nove mesi: tempo di fare un figlio. Noi abbiamo fatto una roda.

Io ho dato tutta l'energia che avevo e tutto l'amore che avevo. La roda é durata due ore e noi abbiamo cantato finché la gola non si seccava. Alla fine avevo dato tutto e sono entrato nella roda per giocare.

Un personaggio, in realtá un amico e comunque un fratello di capoeira, un tipo problematico e decisamente infantile, mi ha fatto uno sgarbo. In realtá nulla di grave.
Semplicemente ha provato a cacciarmi dal gioco "comprandomi" ovvero sostitundomi immediatamente.
L'etichetta vuole che si sostituisca il piú stanco. Quello di sostituire uno appena entrato é comunque un atto di spregio. Io non ho incassato.
Non sono uscito, l'ho ricomprato immediatamente e, cosí, l'ho cacciato dalla roda.
Il mio é stato un atto piú estremo del suo, e´stato fatto volutamente per umiliare, ed é stato amplificato dal fatto che dopo nessuno ha voluto giocare con lui.

A quel punto lui aveva due scelte: entrare e picchiare o andarsene. Nonostate i difetti, é comunque un amico ed ha deciso di andarsene. 
Io dopo l'ho seguito per cercare di non fare montare la questione. Non dico che ci sono riuscito ma... va bhe... piú o meno. Ho messo giú i semi, era arrabbiato ma ha iniziato a calmarsi, penso che poi capirá e faremo pace.

La cosa di per se stessa é lieve: il fatto é un'altro.

Sono nove mesi che il Professor se ne é andato. Ed io ho cercato di fare la mia parte. 
Ho dato tutto ció che avevo ed é stato un investimento in quanto, per amore donato, ho ricevuto sette volte amore... e crescita... e maturazione.
Questa sera mi sono reso conto di essere stanco.

Ero stanco di dover abbozzare proprio perché era la roda per il Professor.
Ero stanco di dover essere io quello adulto.
Ero stanco di voler esere quello che capisce, quello che tiene tutto in piedi (cosa, per altro, non vera).

Ero stanco di quelli che soffrono, e quindi gli é pemesso tutto. E noi che cerchiamo di tenere insieme le cose... noi siamo quelli forti... noi non soffriamo.... a noi non si deve nulla.

Lo so, é puerile, l'azione che ha fatto quel tipo mi ha fatto soffrire, e mi ha umiliato, e tutti si aspettavano che fossi superiore.
Io invece ho squssato per squassare.
Ho agito come ad una roda normale di quelle che possono finire a botte perché avevo una gran voglio di rode normali, e di eventi lievi, e privi di carico simbolico.

Avevo voglia di roba da vivere e basta. 

Mio caro Professor, spero che da dove sei tu possa perdonare questa mia umanitá e debolezza.
Io non mollo.
Continueró a fare il possibile.
Ma se ti capita di trovare il modo di darmi un po' di aiuto in piú... si... lo so... io sono forte... tu devi aiutare gli altri... ma una pacca sulla spalla.
In ogni caso va bene... ai ragione... io sono forte... e ti prometto che quello che é successo oggi sará solo un episodio.

Ti voglio bene, ti devo, molto e ti ringrazio di essere vissuto, di aver insegnato, e tutto il resto.

Buona notte

Accarezza una stella da parte mia!

Guido 


Ginga senza la luna, 23 gennaio 2006

Era una notte senza la luna
e tu giocavi la capoeira
e ti battevan le mani le stelle

La tua ginga
segnava lo scorrere
di infiniti universi.

E tu non combattevi
bensí conversavi
con una cometa.

Io oggi ti vedo
perduto dagli occhi
della donna che ami.

Io oggi ti vedo
nell’amore impotente
di chi le sta vicino
e nelle mie inutili preghiere
perché lei ce la faccia
a colmare un vuoto
che a me sembra freddo
come tutto l’universo.

Io oggi ti vedo
riflesso negli occhi
dei tuoi figli piccoli.

Io oggi ti sento
quando vogliono cantare

Io oggi ti sento
quando dicono
che la capoeira non é capoeira
se non chiudi la roda.

Quando saltano
e cadono di schiena
quando ballano
su calci sbagliati
e quando si stringono
piccoli ed insufficienti
amando per amare
come tu gli avevi insegnato.

In ognuno di loro
un frammento enorme di te.

Ora guardo nel cielo
e ti vedo giocare
con un capoerista perfetto
e non puó essere altri che Dio

Ecco...

tu che ci hai insegnato che giocare é conversare

tra un calcio e l’altro

ricordagli che...
 ...noi...
siamo piccoli.

 E come hai sempre fatto
quando non trovavamo neanche la forza
di tenere a tempo la ginga
compra il nostro avversario
mettiti di fronte a noi
sorridi calmandoci
portaci per mano
e donaci ancora la forza
di tirare il prossimo calcio
di sorridere
di battere le mani
di ballare
di amare
ancora una volta
ed un’altra
ed un’altra.

e buon viaggio amico mio
  

Pubblicato il 3/10/2006 alle 23.54 nella rubrica Capoeira.

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